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GiardinAntico n. 10
Ago./Sett. 2010
All’interno di questo numero, il recupero di un cascinale di campagna, con i volumi, le luci, i colori e i materiali di un’architettura contadina, diversamente destinata all’oblio; il giardino “romantico” del primo ‘900, preservato dalla sensibilità di tre generazioni; un insolito rifugio, a picco sul Golfo di Sorrento; cosa può diventare un complesso rurale se i proprietari sono attenti alle tradizioni locali (della Lunigiana); un’oasi suggestiva a Pantelleria, romantico incontro fra Occidente e Oriente. E poi le rubriche, i suggerimenti, le soluzioni, gli arredi giusti e le indicazioni degli esperti.
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Il cascinale di una volta (Piacenza) Il recupero di una architettura contadina destinata all’oblio, con i materiali locali, i cortili, gli orti, i volumi, le luci e il giardino tipico di un passato di genuina bellezza. Anja Werner, progettista dell’intervento: «La ristrutturazione non si può fermare all’edificio, ma deve includere anche l’esterno. Così si rispetta il concetto dell’abitare campestre». |
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Fenicotteri, sogni e labirinti nel parco dei sogni (Faenza, Ravenna) All’inizio del ‘900 il nonno volle un giardino romantico, esotico, con elementi dell’architettura classica (un tempietto, una grotta, ponticelli, un labirinto). Ci mise perfino alcuni animali della savana, e una sfinge di pietra che ben presto divenne il simbolo della proprietà, confusa con una più morbida sirena… la sensibilità delle generazioni successive ha preservato l’atmosfera del parco, oggi di struggente bellezza. |
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Castagnaia sorrentina (Golfo di Sorrento) C’era una volta una castagnaia. Un terreno insolito, selvaggio, terrazzato, dimora di antichi castagni, diventa un luminoso giardino a picco sul mare, efficace simbiosi di intenti e sensibilità fra i proprietari e l’architetto del restauro. |
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Un sorso di Vermentino tra gli ulivi di Ca’ Lunae (Luni, Ortonovo, Spezia) La famiglia Bosoni ha raccolto il testimone della tradizione più autentica della Lunigiana, recuperando il complesso rurale intorno al quale, in passato, gravitavano tutte le attività agricole e commerciali della zona. Così l’azienda vinicola di famiglia sorge in una vera fattoria, puntellata di sorprese rinvenute durante i lavori di restauro degli edifici e del terreno circostante (macine, botti, panchine, abbeveratoi). |
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La mia oasi nel deserto. Pantelleria Un giardino di palme lussureggianti, rocce, vegetazione spontanea dell’isola e calore. È il felice matrimonio di due culture, quella araba e quella mediterranea, per una romantica sintesi fra la tenda berbera e il dammuso pantesco. Il tutto reso possibile dalla passione e dal lavoro di Giuseppe Parrinello. |
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